Sin da quando è stata creata l’IA, c’è subito stata una carenza di terminologia corretta e una mancanza di termini completamente svincolati senza accostare le macchine all’uomo, anche la stessa Intelligenza Artificiale, contiene la parola intelligenza. Inoltre la maggior parte delle persone non conosce il vero significato o comunque non sa esprimere bene il significato delle parole collegate al mondo dell’informatica e dell’IA.
Una soluzione per il problema del creare nuovi termini, potrebbe essere come analizzato da più fonti, lasciare ai giovani il compito di creare nuove terminologie sia direttamente che indirettamente tramite l’uso comune del linguaggio.
Alcuni esempi di parole importanti nei campi dell’IA e dell’informatica:
- Algoritmo: una sequenza di operazioni elementari, dette istruzioni, eseguibili da un computer
- BOT: per bot o chatbot si intende uno strumento capace di offrire un’assistenza 24/7 tramite testi o audio e reperire informazioni tramite banche dati.
- COMPUTER VISION: gli algoritmi di Computer Vision permettono di analizzare e comprendere il contenuto di immagini o video. Per poter funzionare correttamente, però i sistemi di Computer Vision hanno bisogno di essere addestrati con una grande quantità di immagini.
- DATA MINING: per Data mining si fa riferimento al processo automatizzato di individuazione di informazioni di varia natura tramite l’analisi di grandi quantità di dati.
- Algoritmo di Previsione: è un tipo di algoritmo utilizzato per fare previsioni probabili o stime.
- LLM: I Large Language Models sono reti neurali molto efficaci nel comprendere e generare il linguaggio umano in modo simile a come lo farebbe una persona.
- Pattern Recognition: consiste nell’analisi e identificazione di pattern all’interno di dati grezzi.
- RETI NEURALI: Le reti neurali artificiali sono modelli matematici composti da neuroni artificiali che si ispirano al funzionamento delle reti neurali biologiche umane.
- Le reti neurali Transformer: sono basate sull’attenzione, un meccanismo che consente alla rete di imparare le relazioni tra diverse parti di un input come parole e frasi. Per questo sono efficaci nel gestire le relazioni tra parole o unità linguistiche all’interno di un testo.
Negli ultimi anni, il linguaggio dei giovani è cambiato profondamente, influenzato dalla tecnologia e dai social media. I ragazzi hanno sviluppato un vocabolario dinamico e in continua evoluzione, caratterizzato da abbreviazioni, anglicismi e neologismi che riflettono il loro modo di vivere e comunicare. Parole come cringe (per descrivere qualcosa di imbarazzante), flexare (vantarsi), shottare (bere velocemente un drink), lurkare (osservare senza partecipare) e bro (amico/fratello) sono entrate nel linguaggio quotidiano. Anche termini come boomer (usato per indicare una persona con mentalità antiquata), ghostare (ignorare qualcuno improvvisamente) e based (essere autentici e fedeli alle proprie idee) dimostrano come la comunicazione giovanile sia sempre più influenzata dalla rete e dalle tendenze globali. Il rapporto tra i giovani e la tecnologia è ormai inscindibile. Gli smartphone e i social media rappresentano strumenti fondamentali per la loro vita quotidiana, sia per comunicare che per informarsi e divertirsi. La messaggistica istantanea ha reso le interazioni più rapide e dirette, con un uso sempre maggiore di emoji, meme e abbreviazioni che sostituiscono le parole. Anche il modo di relazionarsi è cambiato: le amicizie e le relazioni spesso nascono e si sviluppano online, attraverso piattaforme come Instagram, TikTok o Discord. Questa connessione continua ha molti aspetti positivi, come l’accesso immediato alle informazioni e la possibilità di mantenere legami anche a distanza. Tuttavia, c’è anche il rischio di una minore interazione faccia a faccia e di una comunicazione più superficiale. Il linguaggio e la tecnologia si influenzano a vicenda, trasformando il modo in cui i giovani esprimono emozioni, pensieri e opinioni nel mondo di oggi.
(Davìd Falcone, Desideria Luzi, Matilde Passeri. I.I.S Raffaele Casimiri Gualdo Tadino (PG))