Dante nella sensibilità romantica dell’ottocento
Nel corso dell’Ottocento romantico, la Divina Commedia di Dante Alighieri viene riscoperta come un’opera di straordinaria modernità, capace di esprimere emozioni intense e visioni grandiose. In particolare, l’Inferno dantesco si accorda pienamente con la sensibilità romantica, fondata sulla ricerca del sublime, inteso come esperienza estetica che nasce dal contatto con il terrore, l’immensità e l’ignoto.
Nella Commedia, l’Inferno non è soltanto un luogo di punizione morale, ma uno spazio dominato da forze
Smisurate, paesaggi oscuri e presenze mostruose che suscitano paura e smarrimento. L’uomo appare fragile di fronte all’eternità della colpa e alla grandezza della giustizia divina. Questo confronto tra individuo e infinito anticipa uno dei temi centrali del Romanticismo.
L’arte figurativa dell’Ottocento trova nell’Inferno una forte fonte di ispirazione. Le incisioni di Gustave Doré esprimono il sublime dantesco attraverso contrasti di luce e ombra, spazi immensi e figure umane minuscole. In particolare, l’immagine di Lucifero, colossale e immobile nel ghiaccio, incarna il terrore grandioso caro alla sensibilità romantica.
Anche la musica romantica affronta il tema del sublime
attraverso il suono. Franz Liszt, nella Fantasia quasi Sonata “Après une lecture du Dante”, si ispira direttamente alla Divina Commedia, trasformando l’Inferno in un’esperienza musicale carica di tensione e drammaticità. Hector Berlioz, invece, nella Symphonie fantastique, esprime una visione dominata dall’eccesso emotivo e dal senso di smarrimento, elementi tipici del sublime romantico e affini all’universo infernale dantesco.
A seguire ci sono delle canzoni, le quali per ascoltarle è necessario scannerizzarle con l’app Spotify


In conclusione, l’Inferno della Divina Commedia rappresenta un punto di incontro ideale tra letteratura medievale e Romanticismo ottocentesco. Attraverso pittura e musica, Dante viene riconosciuto come un precursore della sensibilità romantica, capace di trasformare il terrore e l’oscurità in una potente esperienza estetica.
Autore: Matteo Suriani 3AS – Giordano Bruno – Perugia



