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Galilei cambia la scienza 

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Galileo Galilei è stato un fisico, astronomo, filosofo e matematico italiano ed è un personaggio chiave della rivoluzione scientifica, noto soprattutto per aver demolito la concezione geocentrica dell’Universo accettata da due millenni. Egli ha contribuito all’affermarsi della teoria eliocentrica già ipotizzata da Copernico e Keplero che pone il Sole al centro del sistema solare, con i pianeti che gli girano intorno, opponendosi esplicitamente  alla Chiesa cristiana e al pensiero aristotelico. Galilei non si impegnò solo sul fronte astronomico ma fondò filosoficamente  anche il metodo scientifico per avere una visione sempre più veritiera del mondo che ci circonda e inventò nuovi strumenti di enorme importanza come il cannocchiale e il microscopio. Nel 1602 condusse alcuni esperimenti sul pendolo e nel 1606 inventò il termoscopio. Negli anni successivi, si dedicò a studi di idrostatica e sulla resistenza dei materiali, costruì la sua bilancia idrostatica e scoprì il moto parabolico dei proiettili. Con Galilei si assiste alla Rivoluzione Scientifica, ovvero quel movimento di idee che nel 600 andarono a modificare l’immagine del mondo fisico tramandata dalla cultura antica. Si affermò una nuova concezione della scienza mirante alla descrizione del come avvengono gli eventi fisici e naturali; misurandoli e studiandoli oggettivamente. Il sapere che deriva da modelli antichi o da dottrine religiose venne messo da parte per concentrarsi solo sull’esperienza e la ragione. Attraverso molteplici studi antropologici si è anche arrivati a riconoscere la presenza di elementi condivisibili teorico-pratici tra scienziati,che sono arrivati fino a noi influenzandoci. Tra di essi vi sono: la condivisione dei metodi, la trasparenza delle indagini e pubblicità dei risultati e la cumulatività dei risultati della ricerca. Tra le più importanti pubblicazioni scientifiche di Galilei troviamo le lettere copernicane nelle quali spiegò il suo pensiero riguardo le teorie di Copernico che scrive tra 1613 e 1616 . Successivamente pubblicò il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo opera di trattatistica scientifica composta nel 1624 in cui confuta le teorie del sistema tolemaico-aristotelico.

Per quest’ultima opera la Chiesa lo accusò di eresia dato che l’esegesi biblica del Seicento riteneva che l’immobilità della Terra si accordasse meglio con la Sacra Scrittura perché poneva la Terra, e dunque il genere umano che la abita, in posizione decentrata, e quindi non fondamentale, nell’universo creato da Dio, mentre il sistema geocentrico sembrava in accordo con l’Antico Testamento, perché assegnava alla Terra una posizione privilegiata, facendo dell’uomo l’apice e il fine della creazione. Nel 1633 l’astronomo venne processato dall’Inquisizione e obbligato a rinnegare pubblicamente le sue idee dietro minacce e torture. Ma Galilei fino alla sua morte continuò a essere convinto sostenitore della teoria copernicana, e allora fu condannato all’abiura e all’esilio ad Arcetri dove morì l’8 gennaio 1642, ormai cieco e malato. Il 31 ottobre del 1992, alla sessione plenaria della Pontificia accademia delle scienze, papa Giovanni Paolo II affermò che la Chiesa aveva compiuto un errore nel condannare Galileo Galilei circa 360 anni prima. Il Vaticano cancellò così la “condanna al silenzio” sancita nel lontano 1633 allo scienziato italiano. Papa Giovanni Paolo spiegò che in quel periodo storico scienza e teologia, fede e cultura, coincidevano, e come tali non potevano discordare reciprocamente.

Autore: Viviana D’Angelo  3A scienze umane liceo g, Marconi Pescara

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