Home Ambasciatori 2023 Il silenzio non può esistere.

Il silenzio non può esistere.

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È interessante notare come il nostro umore cambi in base ai rumori attorno a noi. Per un neonato la voce dei genitori e un punto di riferimento essenziale in ogni occasione, ma siamo circondati da suoni anche prima di nascere. L’udito e uno dei primi sensi che si sviluppa nell’essere umano. L’embrione dalla 23esima settimana di gravidanza riesce ad avvertire perfettamente non solo il battito cardiaco, i rumori dello stomaco e altre vibrazioni interne della mamma ma anche dei bisbigli esterni come la musica o la voce del papa. L’ambiente sonoro che si crea influenza il feto che riesce già ad associare i rumori a dei sentimenti. Se il nascituro ascolta delle voci dolci si sentirà sereno mentre, sentendo rumori forti come le urla, si agiterá. Inoltre i bambini ricordano ciò che sentono. Gli studiosi Spence e De Casper hanno preso un campione di donne incinte e hanno esposto i pancioni alla stessa canzone una volta ogni giorno per due settimane. Quando le neomamme hanno presentato al bambino ,ormai nato, il brano preso in considerazione e un altro a piacimento ,quasi tutti i bebè hanno preferito la prima melodia. Questi studi fanno capire quanto sia importante creare un ambiente sano e gioioso per il bambino anche prima del parto, perché egli è già una vita e ricorda. Il suono e importante anche quando non lo si sente. Basti pensare ai momenti in cui l’arte, strumento visivo, ci parla. Un esempio è l’urlo di Munch. Questo dipinto, conservato ad Oslo, assolutamente va oltre l’immagine presentata.

Esso esprime l’ansia e la paura che l’autore evidentemente non riesce ad esternare in altro modo se non con tela e colore. Come disse il famoso artista Edward Hopper ,“L’essenziale di un quadro è quello che non si può spiegare”. Il valore assoluto di questa frase si può ritrovare nelle tele bianche di Agnes Martis che sono considerate opere proprio per il significato, ovvero le parole, il suono, che ognuno di noi gli può dare. Come possiamo iniziare a intuire il suono e la musica si trovano ovunque. Questo concetto ben descrive il pensiero pitagorico. Infatti Pitagora ,matematico e filosofo del sesto secolo avanti Cristo, fece grandi scoperte in campo musicale. Si narra che ,passando davanti un fabbro tutti i giorni, iniziò a chiedersi come potessero alcuni suoni stare così bene assieme. Un giorno entrò nella fabbrica e noto che la differenza dei suoni era provocata dal diverso peso dei martelli. A casa ricreo l’esperimento con un monocordo, strumento a corda del periodo, e si rese conto che, pizzicando alla stessa altezza due corde, una il doppio dell’altra, i suoni erano comunicanti tra loro: si produceva sempre lo stesso rumore, solo con intensità diversa. Così si creò un rapporto 1:2 che oggi viene definito come intervallo d’ ottava. Pitagora creò un rapporto tra musica e matematica che oggi e alla base delle note. Il fa é sempre fa anche in scale diverse. Questa armonia permette di creare quelle canzoni che ci rimangono in testa per tutta l’estate pur essendo poco piú di un ritornello orecchiabile. In conclusione, il suono ha un impatto enorme su di noi ed è una tra le cose più significative nella nostra vita, quindi cerchiamo di usare questo dono al meglio delle  nostre possibilità.

Autore: Sara Esposito.3a SU Marconi PE.

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