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Diverse idee di spazio

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Al termine spazio possono essere attribuiti molti significati. Si tratta di un concetto ramificato in diversi ambiti: spazio fisico, ambiente dove viene studiato il moto dei corpi che, unito al concetto di tempo, definisce la velocita. Spazio cosmico: vuoto che si trova tra I corpi celesti del cosmo; spazio matematico: individuato con i 3 assi x, y, z, tramite I quali sono possibili delle rappresentazioni grafiche.

Ad interessarsi allo spazio e alla creazione di teorie ad esso relative fu Aristotele, filosofo risalente al quarto secolo: definisce lo spazio come il luogo che separa I corpi I quali hanno un essere e sono connessi ad un posto ben preciso che è lo spazio stesso. È anche vero però che non può essere interpretabile come un semplice contenitore in quanto è statico. È un concetto del tutto assestante che non fa parte né del mondo sensibile né di quello soprasensibile. Per questo Aristotele lo definisce come «il limite immobile e immediato del contenente, in quanto esso è contiguo al contenuto».  Nella sua teoria rinnegherà il vuoto unendo in un rapporto stretto lo spazio ed il suo contenuto.

La relazione tra lo spazio ed il tempo, intesa come fisica e psicologica e ripresa successivamente con Galileo e con Einstein, è un’altra teoria Aristotelica. Afferma che il tempo è inseparabile dal movimento ed è proprio la sua misura secondo il prima e il poi. Per misurare, il tempo necessita di un soggetto che numeri, quindi occorre l’anima che esercita il pensiero, senza la quale esisterebbe solo il moto. Quindi il tempo è un concetto soggettivo? La risposta che viene fornita dal filosofo Immanuel Kant è affermativa: lui li considera come I nostri metri di valutazione della realtà, restano comunque universali per tutti gli esseri umani.

Sulla visione fisica dello spazio Aristotele ha le idee molto chiare: nel suo trattato afferma che l’universo è sferico e finito (data la perfezione rappresentata dalla sfera) ed al centro c’è la terra, anch’essa sferica e statica. Se fosse mobile infatti si muoverebbero anche le così dette stelle fisse. Ce da aggiungere che questa teoria si basa su idee filosofiche piuttosto che osservative ma verrà comunque riaffermata da Tolomeo e sopravvivrà per più di un millennio fino alla rivoluzione copernicana nel 1543, quando l’astronomo Niccolò Copernico, tramite delle osservazioni, getta le basi per l’eliocentrica scoprendo che è la terra che gira intorno al sole e non viceversa. Ciò verrà approvato da Galileo Galilei e da Keplero e per ultimo confermato da Newton con la meccanica celeste.

A confermare la teoria di Copernico ce anche Keplero ideatore delle leggi relative al moto dei corpi celesti che spiegano con basi scientifiche le orbite e I movimenti da essi perseguiti

Sarà proprio da queste teorie di Keplero che prenderà spunto Italo Calvino per una delle sue opere letterarie: le cosmicomiche

Italo Calvino è stato uno dei più famosi scrittori italiani del novecento tradotto in tutto il mondo, se non lo scrittore italiano per antonomasia. Usufruiva della scienza e della politica per creare I suoi brani che sono al incirca 200. Italo Calvino è sempre stato affascinato dallo spazio e dagli astri come la luna, definita da lui stesso “vocazione profonda della letteratura italiana”.  Ha sempre promosso la ricerca e la scoperta per raggiungere un rapporto più stretto con essa come spiegato in una lettera di risposta alla scrittrice Anna Maria Ortese.98

Le cosmicomiche sono composte da 12 racconti fantascientifici e umoristici sul cosmo, Calvino sfoga tutta la sua fantasia sfruttando teorie e leggi scientifiche ben precise. Il protagonista è il vecchio Qwfwq essere poliforme che ha assistito alla creazione dell’universo e si è incarnato in più cose in diverse situazioni.

Lo spazio ha sempre affascinato l’uomo, il quale ha cercato e continua a cercare sempre più risposte alle tante domande che il cosmo ci presenta. Uno dei passi fondamentali fu fatto proprio da Galileo Galilei con l’invenzione del cannocchiale nel 1609, grazie alla quale almeno I nostri occhi hanno potuto godere della visione astrale. L’apice è avvenuto nel 1961 con Jurij Gagarin il primo uomo che è andato nello spazio.

E’ invece prima astronauta italiana Samantha Cristoforetti, prima comandante Europea della Stazione Spaziale Internazionale.

Dal punto di vista matematico, contemporaneamente ad Aristotele, si interessa allo spazio Euclide: inventore della prima rappresentazione grafica spaziale secondo un sistema di assi ( x,y e z) definendo cosi lo spazio in 3 dimensioni. Questo sistema verrà utilizzato per le rappresentazioni geometriche e fisiche.      Lo spazio tridimensionale darà accesso alla creazione e allo sviluppo della prospettiva. L’idea fu’ dell’architetto Filippo Brunelleschi nel 1416, il primo a rivoluzionare il piano artistico creando l’illusione della profondità. Riuscì a rappresentare lo spazio tramite un procedimento geometrico preciso, utilizzando un meccanismo in legno che permetteva di confrontare il battistero di Firenze disegnato su una tavoletta con quello reale.  Egli dimostro quindi che, dato un punto di vista, è possibile rappresentare un solo tipo di realtà che da esso si osserva. La prospettiva messa in pratica da Brunelleschi fu teorizzata nel de pictura da uno dei più grandi uomini poliedrici rinascimentali Italiani: Leon Battista Alberti che la definì come una piramide visiva il cui culmine è definito dall’occhio umano, nonché la più efficiente rappresentazione dello spazio.

La prospettiva verrà distrutta tramite metodi geometrici e matematici dall’incisore Maurits Cornelis Escher che, tramite l’annullamento di essa unica e oggettiva, creerà un vasto insieme di illusioni ottiche, come quella della relatività del 1953 e della cascata del 1961.

Successivamente nel 1908 Hermann Minkowski introdusse una 4 dimensione, il tempo, gettando le basi per il concetto di spazio- tempo e per la teoria della relatività di Einstein. Si era infatti sempre pensato che il tempo e lo spazio fossero due cose distinte ma come vedremo non è cosi: fu infatti Galileo, che confermando la teoria di Copernico, introdusse il concetto di spazio-tempo capibile con l’esempio della barca di Galileo: se consideriamo una barca in mare come un sistema inerziale, al interno di essa varranno le stesse leggi meccaniche valenti sulla terra ferma come per esempio il muoversi di una biglia in linea retta.

Questa teoria verrà ripresa da Einstein che formulerà la teoria della relatività. Per quanto riguarda la quarta dimensione, Einstein considera il tempo relativo e dipendente dalla velocita dell’osservatore. Egli infatti dice che il concetto di spazio tempo può essere immaginato come un grande tessuto elastico deformabile tramite dei corpi molto massicci come la terra o il sole. Sono quindi proprio la terra ed il sole ad influenzare il tempo, quindi la forza di gravita. Ecco perché Einstein definisce il tempo come un’illusione.

Lo spazio in se è un concetto molto vasto e ramificato intendibile come il tutto o come il nulla. Una cosa è certa: senza di esso la concezione della nostra vita non avrebbe senso.

Autore: LEONARDO CRIVELLI 3° SCIENZE UMANE LICEO MARCONI PESCARA MONTESILVANO

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