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IL SUONO

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“così io vidi quella gloriosa corona di spiriti muoversi e cantare con un’armonia e una melodia così dolce che non la si può capire, se non
in Paradiso dove la gioia diventa eterna.” (Paradiso X, vv.145-147) In questi versi, che chiudono il canto X del Paradiso, si può notare come la dimensione musicale prevalga nel poema dei “cento canti”, nel quale il concetto di suono rappresenta l’equilibrio dell’universo e dell’uomo.
Nella Commedia, Dante si dimostra un esperto della musica a lui contemporanea che, in quel periodo, secondo la teologia di Severino Boezio, era suddivisa in tre parti, dalle quali il poeta riprenderà la collocazione nei suoi canti a seconda della crescente importanza: la musica mundana, la musica humana e quella strumentalis.
La musica nella Commedia rappresenta, infatti, l’ascesa dal luogo di eterna negazione dell’amore, ovvero l’Inferno, da cui si passa per l’amore imperfetto che tende al perfetto, il Purgatorio, fino a giungere nel luogo dell’amore assoluto, il Paradiso.
Le allusioni alla musica strumentale sono presenti soprattutto nell’ Inferno: all’interno dei gironi si possono udire musiche sgraziate e casuali, che segnano l’incommensurabile distanza tra l’armonia celeste e la disarmonia infernale; nel Purgatorio la musica rinasce, configurandosi come uno strumento di purificazione: le anime penitenti devono ritrovare l’armonia del proprio essere, la “musica dell’uomo”, ed è per questo che, in segno di riunificazione interiore e riconciliazione, si uniscono in un canto all’unisono. Infine, l’ingresso nel Paradiso consentirà di entrare in contatto con il “suono” più sublime: il silenzio; l’assenza di musica vuole infatti arrivare ad una perfezione che l’essere umano non può comprendere, quella della Trinità. L’attenzione dimostrata da Dante verso la dimensione sonora mostra come quest’ultima possa rappresentare un canale di comunicazione efficiente Il suono, che nelle relazioni tra individui si configura nella comunicazione verbale, è infatti importante per poter interagire con gli altri, per trasmettere contenuti e quindi raggiungere i propri obiettivi. L’uomo, infatti, ha diverse necessità, come quella di creare e mantenere affetti stabili che lo supportino, di organizzarsi con la collettività e di stabilire le regole della convivenza, e la componente comunicativa è ciò che gli permette di perseguire tali scopi.
L’importanza della comunicazione ha suscitato grande interesse anche all’interno della ricerca filosofica, dando vita alla cosiddetta “filosofia del linguaggio”. Questa disciplina la si figura sia come una riflessione sul “linguaggio naturale”, cioè sulla lingua d’uso parlata da un certo popolo, sia come tentativo di definire un “linguaggio artificiale”, un linguaggio simbolico. La comunicazione ha interessato anche gli studi inerenti alla sua componente fisica: il suono, emesso dalle corde vocali, è rappresentato da una perturbazione prodotta dalla vibrazione dei corpi elastici, che si propaga poi nell’ambiente circostante. Tre sono i caratteri fisici del suono: l’altezza, data dalla frequenza delle sue vibrazioni, l’intensità, determinata dall’ampiezza delle vibrazioni, e il timbro, caratterizzato dalla forma delle oscillazioni. Tali caratteri però vengono interpretati e vissuti a seconda dei contesti nei quali si verifica l’esperienza sonora.

Autore: Helena Garzia 3^A Scienze Umane Liceo G. Marconi Pescara.

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