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Memoria

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Ogni forma di pensiero è resa possibile da alcune attività di base svolte dalla mente,
tra queste la memoria che insieme alle percezioni e all’apprendimento, è uno dei
processi cognitivi più importanti in quanto permette di immagazzinare, conservare e
ripescare dati ricavati dall’esperienza. Inoltre il suo funzionamento è stato studiato
da due esponenti importanti della ricerca psicologica, ovvero Atkinson e Shiffrin che
a partire dagli anni ‘70 hanno confermato che il compito della memoria è legato
all’azione di codificare, registrare e recuperare dati fondamentali per l’adattamento di
un individuo all’ambiente; quindi la memoria elabora come un vero e proprio archivio
immenso, in cui tutte le informazioni sono connesse e collegate in una rete infinita e
illimitata. Per cui i due psicologi hanno distinto varie tipologie di memoria:
-Sensoriale= è sviluppata in coloro che sono capaci di fotografare mentalmente
elementi reali;

  • A breve termine= ha la capacità di registrare dati utili sul momento e che poi
    vengono dimenticati, quindi la sua capacità è limitata;
  • A lungo termine= è il contenitore di ricordi veri e propri che non si dimenticano mai
    e si possono ripescare in qualunque momento;
    -Emozionale= ha il compito di trattare i ricordi dei momenti più significativi della
    propria vita da un punto di vista emotivo;
  • Procedurale e prospettica= la prima registra sequenze di ricordi più significativi, la
    seconda, invece, è riservata al futuro e può essere paragonata a un’agenda che
    ricorda dei dati.
    In sostanza la memoria corrisponde al processo di codifica, immagazzinamento,
    consolidamento e recupero di informazioni ed esperienze derivate dall’ambiente e
    dall’attività di pensiero ed è svolta da un organo fondamentale: il cervello. Esso è
    diviso in due emisferi, il sinistro si occupa delle funzioni associate al linguaggio
    mentre il destro dell’interpretazione delle informazioni visive e del processamento
    spaziale. I due sono uniti dal corpo calloso che comunica con il midollo spinale
    attraverso il tronco encefalico. All’esterno c’è la corteccia, mentre al centro si trovano
    i gangli basali e infine sulla base posteriore c’è il cervelletto, che si occupa del
    coordinamento e dell’equilibrio. Ciascun emisfero è diviso in più lobi: frontale,
    parietale, occipitale e temporale, formati dai neuroni e dalla glia. Il cervello è
    circondato dalle meningi che fanno da protezione. All’interno del cervello si trova
    anche l’ipotalamo, il quale gestisce le informazioni provenienti dal sistema nervoso
    autonomo, l’epifisi e l’ipofisi, coinvolte rispettivamente nella maturazione sessuale e
    nella regolazione della produzione di ormoni.
    Ma come si fa a indagare e analizzare l’attività che il cervello compie? Per registrare
    ed esaminare l’attività elettrica del cervello si ricorre a un esame non invasivo che
    annota le funzionalità e il lavoro compiuto dall’encefalo. Questo esame viene
    chiamato elettroencefalogramma e si serve di elettrodi che, posti sulla testa
    dell’individuo in corrispondenza di determinate aree cerebrali, rilevano gli impulsi
    elettrici e li trasmettono a una macchina in grado di tradurli in un tracciato.
    Solitamente l’attività elettrica del cervello produce onde elettriche con una frequenza
    di 8/13 ciclo al secondo. Questo ritmo è chiamato Ritmo Alpha.
    La memoria la ritroviamo anche nell’ambito sportivo, infatti chi fa sport non allena
    solo i muscoli, ma anche il cervello. Lo avevano compreso gli antichi romani con il
    motto “mens sana, in corpore sano”. Molti studi hanno scoperto che gli adolescenti
    più attivi negli sport hanno sia meno possibilità di avere comportamenti rischiosi
    (fumare, usare droghe) sia maggiori possibilità di avere alti profitti scolastici.
    L’esercizio fisico influisce sulla memoria di lavoro, cioè sulla facoltà di tenere a
    mente le informazioni utili ai compiti che si stanno svolgendo. La stessa cosa vale
    anche per le persone più anziane: praticare sport nella terza età aiuta a prevenire
    malattie come l’Alzheimer e la depressione. Gli sport che permettono di potenziare di
    più la memoria sono quelli aerobici: nuoto sincronizzato, ginnastica, danza poiché in
    questi sport occorre proprio ricordare determinate sequenze e la memoria diventa lo
    strumento principale dell’atleta soprattutto durante le gare e le esibizioni.

Autori: Chiola Ludovica, Del Rossi Giorgia, Di Renzo Helena e Marchionne Arianna – Classe IV A S.U. Liceo G.Marconi

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