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LA MEMORIA

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“Se non riesci a ricordare dove hai messo le chiavi, non pensare subito all’Alzheimer; inizia invece a preoccuparti se non riesci a ricordare a cosa servono le chiavi”: con il suo lavoro, la centenaria di talento Rita Levi-Montalcini ci ha aiutato a comprendere che per contrastare il deterioramento della memoria è importante mantenere la mente vigile e attiva; lei per prima, però, grazie alla scoperta del “ Nerve growth factor”, importante anche a livello immunitario, aveva già permesso di fare enormi progressi nello studio del sistema nervoso. La scoperta del fattore di crescita dei neuroni, una piccola proteina costituita da due unità di 118 aminoacidi ciascuna, ha infatti rivelato che esiste un preciso sistema che controlla lo sviluppo dei neuroni: questa molecola si lega a delle proteine di membrana stimolandone lo sviluppo e l’accrescimento della loro struttura.

Questi studi si sono rivelati fondamentali, in quanto hanno aperto la strada ad un crescente numero di possibili applicazioni nella patologia umana, in particolare per la salvaguardia di alcune funzioni cognitive, quale, per esempio, la memoria: le informazioni nuove entrano nel nostro cervello tramite i sensi e vengono trasferite da un neurone all’altro attraverso impulsi elettrici. Quando un ricordo passa tra due neuroni vicini avviene una connessione, detta sinapsi, ma molte di queste svaniscono.

Queste scoperte fanno sperare che sia possibile usare il Nerve Growth Factor per curare malattie in cui il sistema nervoso centrale viene danneggiato, come il morbo di  Alzheimer e il morbo di Parkinson.

Nei casi in cui si riscontrino tali disturbi può, tuttavia, risultare utile mantenere coinvolta e stimolata la mente, come nei casi dei malati di Alzheimer, attraverso opportuna attività fisica: in particolare gli esercizi aerobici, di flessibilità e di potenziamento muscolare, possono dimostrarsi propedeutici per il mantenimento delle funzioni cognitive.

La memoria è una funzione psichica fondamentale nella vita di tutti i giorni, e salvaguardarla è fondamentale: essa presiede alcune attività fondamentali come l’apprendimento; per primo, Ivan Pavlov nei suoi studi sul condizionamento, si riferisce al riemergere di una risposta condizionata, in precedenza spenta dopo un ritardo. Il recupero di comportamenti appresi può essere osservato all’interno di una varietà di campi, tra cui ad esempio il recupero dei ricordi persi: Pavlov chiamò questa scoperta recupero spontaneo.

La cardinalità della memoria nei processi di apprendimento venne ribadita anche da molti studiosi, tra cui, per esempio, Francesco Bacone: per il filosofo della tecnica la scienza va strutturata su tre gradi di conoscenza, che poi rispecchiano le tre principali parti dell’intelletto umano: l’immaginazione, la ragione e la memoria, cioè pura raccolta di materiali d’osservazione.

Analizzando, ad esempio, la Terza edizione della “Scienza nuova” di Gianbattista Vico, si evince chiaramente la centralità della nozione di memoria: menzionando la prima occorrenza di tale termine, si coglie il legame che, più avanti, Vico tenderà a rafforzare tra memoria e fantasia.

Egli si richiama, inoltre, a Omero, rinsaldando il legame tra cecità e memoria:

«Ed è proprietà di natura umana ch’i ciechi vagliono maravigliosamente nella memoria»

Lo stesso richiamo agli antichi nell’ambito della memoria è quello che i rinascimentali rivolgono ai modelli dell’antichità, per cui lo stesso Rinascimento si configura come una “rievocazione”, un ricondurre alla mente tramite l’arte i modelli del passato, considerati gli unici in grado di ottenere una rappresentazione verosimile della realtā in quanto insuperabili maestri della riproduzione dal naturale, personificazioni dei valori antichi che ogni principe dovrebbe incarnare, e donatori, al casato da rappresentare, di una sacra autoritā che affonda le sue origini in un glorioso passato.

Autore: Helena Garzia 4^A Scienze Umane Liceo statale – “Guglielmo Marconi” Pescara             

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